Farmaci equivalenti: quanto si risparmia?

Quante volte dopo aver presentato una ricetta in farmacia ci siamo sentiti chiedere dal farmacista se volevamo i farmaci generici o quelli di marca? Scegliere i farmaci equivalenti non significa avere un prodotto peggiore ma un medicinale che fa risparmiare.

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Farmaci equivalenti e di marca: quali sono le differenze?

Sono in molti a pensare che i farmaci generici non offrano le stesse risposte cliniche che invece sono in grado di dare i medicinali di marca. Questa convinzione però è infondata poiché, come assicurano anche dalla Società Italiana Farmacologia, un medicinale può essere immesso sul mercato come equivalente solo dopo aver superato severi ed importanti test volti a dimostrarne l’efficacia al pari di quello commercializzato come medicinale di marca.

In pratica i farmaci generici hanno lo stesso principio attivo contenuto nella medesima dose di quelli più blasonati, la stessa via di somministrazione e le stesse indicazioni terapeutiche. Cambia solo il prezzo.

Farmaci equivalenti: quanto si risparmia?
Perché i farmaci equivalenti costano meno di quelli di marca

Nonostante il fatto che esistano da oltre vent’anni, sono ancora in molti a chiedersi perché i farmaci bioequivalenti costino meno, se sono in grado di garantire la stessa efficacia di quelli di marca.

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La spiegazione è semplice. Ogni casa farmaceutica che registra il brevetto di un nuovo medicinale ne mantiene l’esclusiva per venti anni. Trascorso questo periodo ogni altra azienda può produrre un medicinale con lo stesso principio attivo dell’originale e immetterlo in commercio ad un prezzo più basso. Per lo Stato, che come sappiamo ha in carico la copertura delle spese mediche, tutto questo si traduce in un risparmio medio del 60%. Ma anche il cittadino, chiamato a contribuire alla spesa, può risparmiare molti soldi in un anno scegliendo di optare per la somministrazione del generico al posto del medicinale griffato.

Quanto si può risparmiare in un anno scegliendo un farmaco equivalente?

Ovviamente una stima precisa di quanto sia possibile mettere da parte in un anno scegliendo di curare le proprie patologie con un farmaco generico è impossibile, poiché ogni individuo può presentare patologie ed esigenze diverse.

A titolo esemplificativo si potrebbe affermare che, una donna single che accusa disturbi abbastanza frequenti di emicrania, potrebbe avere in fondo all’anno un risparmio complessivo di circa 200 euro scegliendo di curarsi con i farmaci bioequivalenti. In una famiglia composta da tre persone con problemi di allergia ed asma invece, si potrebbe arrivare a spendere anche 300 euro in meno in un solo anno optando per i medicinali equivalenti.

Si tratta di cifre importanti in un periodo economico come quello che stiamo attualmente passando, soldi che potremmo destinare ad esempio ad una piccola vacanza, ma soprattutto sono cifre che potremmo accantonare pur curandoci con medicinali che hanno le stesse identiche proprietà di quelli venduti a prezzi più alti.

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