,

Signore, e’ di scena il fiocco

In tutti i migliori film, prima o poi, fa la sua comparsa la scena in cui si vede un bel regalo. E tutte le volte, insieme alla protagonista che lo sta ricevendo, rimaniamo affascinate dalla confezione che, immancabilmente, si presenta come una magnifica scatola rigida, e a completamento dell’effetto scenografico, c’è l’intramontabile fiocco annodato con un nastro di stoffa.

Diciamocela tutta, anche se i pacchetti che riceviamo noi non sono altrettanto sontuosi, comunque è magico il momento in cui prendiamo le due estremità delle asole e tiriamo affinché si sciolga il nodo. L’attimo che precede lo svelarsi della sorpresa è pura eccitazione: quel medesimo istante carico di aspettative per scoprire se dentro la scatola c’è davvero l’agognato oggetto del desiderio o se dovremmo attingere alle nostre migliori capacità interpretative per dissimulare il fatto che, il contenuto del pacchetto non è proprio di nostro gradimento.

Io non lo so se in questa stagione gli stilisti volessero tutti regalarci il perpetrare di questo magico momento all’infinito, ma mi piace pensare che sia così.

Vedo fiocchi e fiocchetti ovunque in questo periodo e non posso che sentire l’eccitazione da scartamento ogni volta che mi imbatto in un cardigan con fiocco o similari.

A guidare il carrozzone del motivo dominante della stagione ci sono tutti gli stilisti italiani, ed in prima fila, inaspettatamente, c’è Valentino che mette i fiocchi praticamente ovunque, sui vestiti, sulle scarpe, per chiudere una

mantellina, per decorare una borsa o per dare un tocco civettuolo ad un polsino. Sono solo a scopo decorativo, perché in realtà non servono a chiudere nulla, sono solamente cuciti qui e là per adornare un taglio originariamente semplice.

A ruota seguono Renato Balestra che usa  dei fiocchi più grandi che stavolta vanno a sostituire il bottone vero e proprio, permettendo così di tener chiusa una mantellina, ad esempio.

Missoni non usa il fiocco a scopo decorativo, ma il fiocco costituisce il vero e proprio l’indumento da indossare, nel caso di questo…. Maglione, copra spalle, mantellina, chiamatela come preferite.

D&G mette al collo di tutti un fiocco molto floscio, che ricorda quelli di inizio secolo (scorso!) oppure lo usa per chiudere le camice di chiffon e in questo caso deve essere con le orecchie lunghe

Raffaella Curiel propone un fiocco importante per adornare una gonna, mentre Moschino, nella sua linea cheap and chic, lo cuce addirittura sullo scollo di un vestitino, o lo usa per impreziosire un paio di scarpe

mentre Nara Camicie, per evitare la banalità di una creazione che è al tempo stesso sia camicia che giacca – ma senza trovare una propria identità ben definita – riesce a donare dignità grazie all’uso di un fiocco dalle dimensioni molto importanti.

MalìParmi ci propone un cappello retrò in panno con fiocco, e molti altri stilisti come Chloè e Aquascutum, invece, ci mostrano che la cintura del cappotto o del trench va annodata anch’essa, e non più passata diligentemente nella fibbia e poi nei passanti.

Lorenzo Riva lo usa, addirittura, per impreziosire un’acconciatura già di per sé impegnativa.

E anche MiuMiu posiziona dei fiocchi piccoli e sottili, ma che riescono ugualmente a farsi notare su vestiti, canotte, scarpe e colletti posticci.

Krizia mette il fiocco sulla fibbia della cintura, mentre Prada ne usa uno molto semplice per abbellire un altrettanto semplice decollete.

A questo punto se gli italiani guidano il corteo, gli stranieri non stanno certo a guardare, e quindi eccoci con le scarpe must di stagione di Vuitton, che devono il loro successo proprio al fiocco, senza il quale nessuno le avrebbe notate.

Stella Mc Cartney se ne esce con un bracciale rigido smaltato, simile a questo in foto, ampiamente copiato e riproposto da altri marchi anche minori.

E poi viene colpito da “fiocchite” anche l’intramontabile cerchietto.

Decisamente possiamo sbizzarrirci a spargere fiocchi dove e come più ci aggrada. Unica avvertenza: quando li annodiamo ricordiamoci di fare delle belle asole tipo quelle delle scarpe e non dei nodi: i primi si sciolgono facilmente, soprattutto nei momenti… clou. I secondi no, soprattutto negli stessi momenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *