Poesie di Remina

Cavalli di Cartapesta

Nonna nello scrigno prezioso del tuo cuore
è serbato il dolce ricordo
delle lontane primavere vissute
con travolgente vitalità.
Il tempo ti ha resa debole e stanca
adesso conti le tue giornate
sopra la poltrona preferita
di te è rimasta la sensibilità dei tuoi occhi
dal color del cobalto che un tempo
guizzavano di fiero orgoglio.
Nonna ora quegli occhi anche se spenti
son trasparenti gemme d’acquamarina
e racchiudono i ricordi più reconditi.
Tu frughi nel tuo animo inquieto
lusingandoti di cavalcare il tuo destriero
nel tortuoso tunnel della vita
ignorando che è di cartapesta

Innocenti Roseti

Un tempo erano tranquilli i viali
cinti da alti cancelli profumati da roseti in fiore
che allietavano lo sguardo
issata nella sua torre millenaria
la solitaria campana rintoccava
per il vespro della sera.
Non una nuvola si mostrava
all’orizzonte, le cicale avevano
smesso il loro assordante frinire
sostituite dai grilli impegnati a dare
il meglio di sé in un’ideale serenata
alla luna, ormai alta nel cielo.
In quest’angolo di mondo il silenzio
irreale, era interrotto dai passi cadenzati
della ronda; tre per tre procedeva decisa
e, tu, giovane imberbe, marciavi sicuro
fra i tuoi compagni, il tuo pensiero vagava lontano
in petto ancora racchiudevi la lettera che t’annunciava;
“ Presto padre sarai”.
Un sibilo, un boato e, poi, un bagliore accecante
un attimo…no!
Un’eternità.
Torna il silenzio, un uccellino cinguetta solitario
lontano un bimbo, lui, non conobbe il suo babbo
morto forse invano.
Poesie scritte da Remina in occasione dei caduti in Nassirya.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *