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Come propagare le piante in casa: tecniche principali e alternative

Piantine in casa fai da te

Quando si parla di propagare le piante si fa riferimento a tecniche che consentono di risparmiare, operando sulle piante madri per moltiplicarle. Solitamente, per propagare le piante da esterno si ricorre al metodo della riproduzione per seme;le tecniche principali utilizzate per le piante da appartamento sono, invece, due, la talea e la margotta; a queste, si vanno ad aggiungere altri tre metodi meno comuni, la “margotta fuori terra”, le “piantine” e la “divisione”.

Utilizzare la talea per propagare le piante

Dei due metodi principali per propagare le piante e, nel contempo, per risparmiare quello sicuramente più veloce è la talea che, però, non è efficace al 100%, richiedendo a volte più di un tentativo. Si distinguono diverse tecniche a seconda che la talea sia legnosa, costituita da steli o fogliare.

Nel primo caso è consigliato acquistare direttamente la talea e metterla nel terreno, senza coprire interamente la foglia.
Se la talea è costituita da steli, è necessario scegliere dei germogli non fioriferi, con una lunghezza massima di 13-14 cm, tagliandoli nel punto sottostante a quello dell’inserzione di una foglia. In questo caso, per stimolare la nascita delle radici, dopo aver messo a terra la talea, coprirla con un sacchetto o un telo di plastica.
Per le talee fogliari è possibile risparmiare prelevando dalla pianta direttamente una foglia, oppure una parte (o, ancora, parte dello stelo) e mettendola a terra.

Come propagare le piante in casa

Risparmiare con la margotta

Il metodo della margotta è ideale per chi può dedicare più tempo alla cura delle proprie piante e consiste nel prendere un rametto della pianta e nell’infilarlo direttamente nel terriccio di un vasetto, fissandolo con del fil di ferro.

Gli altri metodi per risparmiare: propagare le piante con la margotta fuori terra, le piantine e la divisione

La “margotta fuori terra”, consente di operare senza intaccare la pianta madre. Può essere eseguita sulle piante che hanno uno stelo duro, come il ficus, e consiste nel fare un’incisione in un ramo (rimanendo a meno di 60 cm dall’apice e non tagliando troppo in profondità il ramo stesso).

Una volta praticata l’incisione, riempire un pezzetto di tela con del terriccio leggermente bagnato e legarlo attorno al punto tagliato (legarlo in due punti, uno situato sopra al taglio, l’altro sotto).

Appena si saranno formate delle radici, tagliare il ramo in basso e interrarlo in un vaso.
Il metodo delle “piantine” può essere utilizzato per piante che producono, appunto, piantine all’estremità delle foglie (o a quella dello stelo); staccarle e metterle in un vasetto contenente del terriccio universale.
In alcuni casi, queste piantine sono già dotate di radici, che possono essere direttamente rinvasate.

Il metodo per propagare le piante noto come “divisione” è applicato, invece, alle piante che, attorno alla pianta madre, vedono crescere dei gruppetti di piantine (diversi tipi di felci o la violetta africana, ad esempio). E’ possibile piantare ognuna di esse in un vasetto diverso (questo metodo consente di risparmiare notevolmente), per avere in breve tempo numerose altre piante madri.

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